venerdì 28 ottobre 2016

Insulti da paperi antropomorfi (Cioè un best of dei deliri di Guido Martina e di tutta quella gente là) #1


(Incipt per la nuova solita rubrica che non continuerà mai)

Sarà capitato a tutti, sì, Topolino è una cosa per bambini!, tutto normale. Quella solita frase sprezzante che molti appassionati si sentono ribadire spesso. Ma si sa come difendersi, ed ecco che si sfoggia una delle tanti frasi potenti (e d'altro canto, divertenti) che abbiamo ed avete letto sul proprio giornaletto preferito da dire come insulto alle persone. L'unica pecca sarà che dopo il, con tanta stima per come passiamo il tempo sulla tavoletta del bagno, l'ho letto su Topolino l'altro comincerà a ridere di nuovo, ma non importa.
E poi si sa, Guido Martina (ma anche molti altri), erano geni in questo. Così, vi mostrerò le esilaranti vignette (trovate anche grazie alla miriade di fantastici appassionati del gruppo Ventenni Piangenti) con i migliori insulti trovati sul topo!

domenica 23 ottobre 2016

Pokémon Generazioni #2 (ep. 4/5/6/7/8)



Dov'eravamo arrivati? Ah, giusto, l'inizio della nuova serie Pokemon Generazioni, di cui ho analizzato i primi tre episodi. Ora tocca agli episodi dal 4 all'8, usciti in queste settimane (e visti solo ieri sera). Pronti?

giovedì 20 ottobre 2016

Golem, quell'esperimento artistico di LRNZ


Tutto cominciò qualche tempo fa, imbattendomi in questo graphic novel per sbaglio guardando un video collezione di Dario Moccia e rosicando un po'. Ecco, avevo in mente di leggere qualcos'altro, uscire dalla gabbia dei fumetti che leggevo io e imbattermi nel mondo delle graphic novel.
Cioè il mondo del "col cazzo che con 3 euro ti leggi 'na storia", giustamente, certo, nessuno lo mette in dubbio. Fatto sta che per sbaglio nella medioteca della città poco lontano nel piccolo paesino dove abito io mi imbatto in Golem, quel fumetto di cui mi era rimasta impressa la copertina in quel video. Senza esitare a prenderlo, l'ho letto già due volte. Non è il momento di dire un po' cosa ne penso?

domenica 16 ottobre 2016

Mighty Joe Moon: una storia di emozioni, musica e potenza

grant-lee phillips


Non era nemmeno molto tempo fa. Avevo da poco scoperto Il lato oscuro della Luna in modo serio, lo stavo ascoltando e riascoltando, scavandolo nell'interno. Lo stavo un po' vivendo, mentre mi appassionavo con Time, affascinavo con Us And Theme, annoiavo un po' con Money, canzone che avrei riconsiderato per bene solo dopo aver sentito l'assolo. Così, in quei giorni, ero entrato in uno stato completamente musicale.
Frugavo tra i cd di papà come se nulla fosse, con grande voglia. Un giorno, in quel lontano tempo che in fondo non era nemmeno un anno fa, lui mi disse "vuoi sentire qualcosa di davvero forte?", e mi mostrò quel cd. A guardarlo, mi dava una sensazione strana. Contrariamente contraria a ciò che penso ora di quella band, quella fantastica band. Ma era una sensazione bella. Quel nome, Grant-Lee Buffalo, mi sembrava qualcosa di forte, potente,elettrico, come in quei mesi piaceva a me nelle canzone brillanti e frizzanti di alcuni gruppi moderni (e non) che scoprivo mentre, piano piano, mi stavo facendo trascinare dalla potente e stupenda malinconia dei Pink Floyd, ancora non scoperti a pieno.
Alla fine non erano così, almeno non in pieno.
Erano di meglio, in fondo. E forse anche loro complici di quel trascinamento che mi avrebbe cominciato a far amare quella affascinante malinconia delle ballate rock che mi avrebbero fatto sognare qualche mese dopo. E anche ora. Forse per sempre.

venerdì 14 ottobre 2016

Nathan Never: le migliori copertine di Castellini


Ispirato ispiritassimo (ho copiato, in pratica) da un post del sempre ottimo Dottor Manhattan, mi cimento anche io in una galleria di copertine (praticamente uno di quei post più immagini che parole) citandone le migliori, ritrovando la serietà che di domenica perdo. Ma le copertine de che? Di Nathan Never, di cui ho parlato anche qui, prendendo in esame solo le copertine di Castellini (le prime 59, tutte stupende). Perché sì, Castellini>>>>>>De Angelis, con tutto il rispetto.
Ma anche no.

domenica 9 ottobre 2016

Trailer, meme, malattie, fumetti, funghi e... Boh, un po' di noia (#didomenicasist'acasa: episodio pilot)

*coof coof*

E' con grande piacere [signori, signore, fan-girl immaginarie, ragazzini, bimbetti che si trovano qui per caso o che sono cascati nel mio fantastico triplo gioco ad incastro simultaneo (o nello spam, più semplicemente), e tutti quelli che mi leggono così perché sono scassapalle e ve lo ricordo ogni tipo 24 secondi o chi davvero vuole bene al blog (eddai, tu che leggi alza la mano, e per questa volta non per chiedere di andare al bagno!)] che sono qui ad aprire una nuova rubrichetta (una rubrica ina ina ina, perché sì, stupido sexy blog, se la chiamo rubrica vi aspettate chissà cosa) dedicata a...
Le stupidaggini più varie che abbiamo fatto nella settimana, spazio sfogo, risate e chiacchiere da pseudo blog! Ok sì, è 'na cazzata, non me lo ricordate.

L'obbiettivo principale è interagire con voi. Mi basta un commentino veloce, qualcosa di spontaneo e veritiero tipo "ho passato la settimana a criticare i Coldplay perché in questi giorni va di moda" o ancora più veritieramente "non ho fatto nulla. Che ti aspettavi?". Boh, io parto, poi si vedrà.

giovedì 6 ottobre 2016

30 anni di Dylan Dog e i festeggiamenti con Mater Dolorosa

mater dolorosa

Non potevo non parlare di Dylan Dog. No, non potevo.

Perché Dylan Dog è stato qualcosa di speciale per tutti. Un personaggio su carta, ma (e soprattutto) non solo questo. Un horror, ma (e soprattutto) non solo questo. E, come già in tantissimi altri avranno detto, un fumetto seriale, ma non solo.
Dylan Dog è troppe cose per poterlo spiegare, ma è anche allo stesso tempo qualcosa di relativamente piccolo.
"Un horror con un tizio figo che uccide i mostri. Però sì, cioé, i mostri a volte siamo noi. Ceh, non è una roba per bambini eh."
E' difficile da spiegare. E forse neppure Tiziano Sclavi, quel genio, sapeva farlo. Perché si vede, da quelle poche interviste, da quel che poco che si sa, che non è una persona bravissima a parlare.
Dylan Dog è una di quelle cose da dimostrare. Perché tecnicamente un horror lo sappiamo scrivere tutti. Ma Dylan Dog no.

Dylan Dog è una di quelle cose che, nella maggior parte delle volte ti rimane. Ricordo il mio primo albo letto, a tipo 8 anni. La clessidra di pietra. Cosa ci avevo capito? Nulla. Assolutamente nulla.
Ma mi aveva colpito, eccome. E mi era rimasto quel nome così strano, Dylan Dog, nella testa per un po' di tempo. Venne poi quel giorno in cui ero da mia nonna e avevo voglia di leggere qualcosa, ma in edicola non c'era nulla.
Ma, aspetta, c'era un albo di Dylan Dog. E sì, non era neanche il migliore,anzi. Eppure, quell'areo dell'albo Gli Abbandonati mi ha portato di colpo a passare da avere 2 albi ad averne 60. Perché quell'albo era come un passepartout per scoprire che anche mio zio aveva una collezione di Dyd. Con qualche buco, ma erano i primi 50 albi, e pure in una versione cartonata. E boh, a volte quelle cose stupende accadono per caso. Ed è così che si passa un anno di infinite (e stupende) letture...

Dylan Dog, quindi, come a tutte le persone, ha fatto breccia anche in me. Perché Sclavi ci metteva molto dentro. E forse non solo le sue paure: può essere anche visto come una denuncia aperta ad un mondo che si odia. Ma non del tutto: perché nella vita c'è sempre qualcosa che ci salva. E se per alcuni può essere la lettura, per Sclavi sembra essere la scrittura. Per questo siamo contenti che sta per tornare. He's Back! urlerei io.
Quindi io ringrazio Sclavi, prima di tutto. Ma anche tutti quelli che hanno toccato il personaggio. Nel bene o nel male, se l'hanno portato fino ad ora un merito bisogna darlo a tutti.

E ora passiamo all'albo di questo mese, tanto aspettato.
Mater Dolorosa, recita il titolo.
Una storia forte, recita la copertina.

mater dolorosa copertina

domenica 2 ottobre 2016

Pseudo-plagi a random


Grazie, sconosciuto gruppo australiano, ora non potrò più ascoltare Sweet Child O' Mine senza che una parte di me non urli Plagio! Plagio! Plagio!.

E forse è pure un bene.