venerdì 3 marzo 2017

Eclipse. (Il backstage!)

Risultati immagini per dark side of the moon


Nel post qui sotto, ho pubblicato una mia storia scritta più o meno a luglio dell'anno scorso. Ok dai, si chiama Eclipse. e c'è l'immagine del prisma, di cosa potrà mai parlare?
Però vabbeh, anche se sapete già tutto e a nessuno frega i background delle storie fa sempre figo raccontarle


Mi ero appassionato da qualche mese ai Pink Floyd, ed in modo totale. Sì, la mia frase "bello ma non lo riascolterei, ecco" fatta al primo ascolto del Dark Side dovrebbe finire nelle Ultime Parole Famose, ma questa cosa lasciamola da parte. Dopo di quello, le mie orecchie avevano divorato Wish You Where Here in una domenica mattina mica tanto bella, e poi via via fino allo stare pomeriggi interi ad ascoltarli. The Wall l'avrei rivalutato un po' più tardi, anche se il mio giudizio sarebbe cambiato di poco, e Athom Heart Mather pure. Ma, tornando alla storia, ero diventato abbastanza fissato. Così tanto che a luglio dell'anno scorso (che sì, non dovevo avere proprio nulla da fare, visto che ci ho creato anche il blog in quel mese!) ho cominciato a scrivere questa storia in cui volevo prendere il testo di Brain Damage/Eclipse e rileggerlo a modo mio, inserendoci la figura di Syd, ma in una storia che però poteva anche essere letta da chi dei Pink Floyd non sapeva nulla, quelle robe introspettive, e beh diciamo che ero in un periodo in cui mi piaceva scrivere di tutto e mi son buttato. 

L'ho scritta abbastanza lentamente ed ha seguito il preciso schema di tutte le altre storielline che ho scritto (di cui una comica l'ho già pubblicata, qui!): uh, l'idea è stupenda e questo inizio che sto scrivendo è da capolavoro -- continuo lento perché sì, beh, dai, c'è da dosare ogni parola, e perché molte idee sembrano non meritare molto ma in compenso il tutto prende una bella forma -- viene in mente il finale in modo più chiaro rispetto alla bozza iniziale, bello bello bello, sembra una figata, non si vede l'ora di scriverlo -- ci si avvicina al finale e qualsiasi cosa scritta sembra una merda, ma vabbeh che bisogna arrivarci a quel finale stupendo! -- si arriva al finale e alla fine quella idea stupenda quando la scrivi ritrova i suoi problemi e ci sono delle scelte da fare -- ti piace? Non ti piace? Boh non si sa ma le idee iniziali e finali mi garbano assai -- Alla fine lo rileggi dopo giorni e così male non è. 

Ok, è andata più o meno così, sì. Aggiungiamoci anche la migliore lettrice di sempre che ti chiedeva in continuazione se avevo finito perché, giustamente, aveva le aspettative a grandi livelli (perché io ogni tanto le inviavo qualche bella frase dalla storia, quelle molto copiat  ispirate mezze deprimenti o pseudo-profonde che però hanno tanto effetto scenico)

Ecco, ora arriva la parte bella del backstage, la storia è piena di riferimenti ai Pink Floyd. E non solo perché il testo si basa principalmente su una rilettura di quello originale, ma perché mi sono divertito ad aggiungere qualche riferimento, anche con un po' di ironia, qua e là, su e giù e in tutti i punti cardinali del testo. Ma su questo ne parleremo più in giù, ora vi metto qui sotto il testo completo con la traduzione che poi vi spiego la mia lettura. 

The lunatic is on the grass   
The lunatic is on the grass 
remembering games and daisy chains and laughs 
got to keep the loonies on the path 

The lunatic is in the hall 
the lunatics are in the hall 
the paper holds their folded faces to the floor 
and every day the paper boy brings more 

And if the dam breaks open many years too soon 
and if there is no room upon the hill 
and if your head explodes with dark forbodings too 
I'll see you on the dark side of the moon 

The lunatic is in my head 
The lunatic is in my head 
you raise the blade, you make the change 
you re-arrange me ' till I'm sane 
you lock the door 
and throw away the key 
there's someone in my head but it's not me. 

And if the cloud bursts, thunder in your ear 
you shout and no one seems to hear 
and if the band you're in starts playing different tunes 
I'll see you on the dark side of the moon.      

All that you touch 
and all that you see 
all that you taste, 

All you feel 
and all that you love 
and all that you hate 
all you distrust, 

All you save 
and all that you give 
and all that you deal 
and all that you buy, 
beg, borrow or steal 

And all you create 
and all you destroy 
and all that you do 
and all that you say 
and all that you eat 

And everyone you meet 
and all that you slight 
and everyone you fight 
and all that is now 
and all that is gone 
and all that's to come 

And everything under the sun is in tune 
but the sun is eclipsed by the moon

.


 Il pazzo è sul prato 

Il pazzo è sul prato 

ripensa ai giochi e alle catene di margherite e ride 

Bisogna tenere i pazzi per conto loro 



Il pazzo è nella stanza 

I pazzi sono nella stanza 

Il giornale mostra le loro facce piegate sul pavimento 

E ogni giorno il giornalaio ne porta sempre di più 


E se la diga si rompe molti anni prima del dovuto 

E se non c'è spazio sulla collina 

E se la tua testa esplode a causa di premonizioni troppo oscure 

Ti vedrò sul lato oscuro della luna 


Il pazzo è nella mia testa 

Il pazzo è nella mia testa 

Se alzi la lama ottieni il cambiamento 

Cambiami finchè sono sano di mente 
Chiudi la porta 
e butta via la chiave 
c'è qualcuno nella mia testa, ma non sono io 



E se la nuvola esplode, il tuono nel tuo orecchio

gridi e nessuno sembra sentirti 

E se il gruppo di cui fai parte comincia a suonare accordi diversi 

ti vedrò sul lato oscuro della luna.    

Tutto quello che tocchi 
Tutto quello che vedi 
Tutto quello che gusti 

Tutto quello che senti 
Tutto quello che ami 
Tutto quello che odi 
Tutto quello di cui diffidi 

Tutto quello che salvi 
Tutto quello che dai 
Tutto quello che contratti 
Tutto quello che compri 
scommetti, presti o rubi 

Tutto quello che crei 
Tutto quello che distruggi 
Tutto quello che fai 
Tutto quello che dici 
Tutto quello che mangi 

Chiunque incontri 
Tutto quello che disprezzi 
chiunque combatti 
Tutto quello che è 
Tutto quello che sarà 
E tutto quello che verrà 

E ogni cosa è in armonia sotto il sole 
ma il sole è eclissato dalla luna

La prima parte l'ho più lasciata simile, aggiungendo l'elemento del giardino e attribuendo subito la figura del pazzo a Syd, in un certo senso. Aggiungendoci poi il pezzo in cui parla alla luna, che comunque riprende concetti spiegati lì.  La musichetta che inizialmente ha il personaggio in testa, è proprio quella di Brain Damage: semplice, poche note, quasi imprevedibile è un po' quello che ho pensato io quando ho sentito la canzone per la prima volta. Poi da qui comincio un po' a leggere il testo in modo diverso, La hall la rendo la sala di un locale. Il barista inglese, beh, lo tratteggio con ironia come un componente della band. Tutta la questione del locale è molto inventata e dal testo prende poco, però ho voluto prendere alcuni particolari di Syd. Il ritornello lo prendo quasi pari passo però, mi piaceva così. 
In questo punto ho unito un po' le cose: la strofa parla del "pazzo nella mia testa" e poi nel ritornello si fa riferimento della band "che comincia a suonare accordi diversi". Le ho messe assieme, raccontando la cosa dal punto di vista del resto della band, che vede come Syd un po' come un elemento di troppo, un po' come "fantasma" sopra di loro. Anche per Eclipse, ho quasi ripreso completamente il testo adattandolo a modo mio, per poi far finire il racconto coi silenzi, i passi, e la famosissima frase finale, che chiude il disco più famoso della storia. Qui c'è stato il dubbio, lasciare la frase in inglese, come se fosse il disco stesso a recitarla, o tradurla? Ancora adesso, ora che la rileggo per pubblicarla, non mi sono deciso. 

Per i riferimenti, alcuni sono ovvi. Prendi il "diamante pazzo", per esempio. Per altri invece mi sono divertito: il barista con la faccia da uomo vissuto come a volerti continuamente riportare la notizia della morte del padre è chiaramente Roger Waters. La frase che viene in mente a Syd, Poor Dad Died Today proviene direttamente dal suo diario. Il rimpiazzo è Gilmour, semplice. "Ma era una risata follemente udibile per poco, il tempo giusto per essere una voce da non accertare nei crediti" è quasi una battuta, mi riferisco alle tante storie sulle coriste non pagate o sui bimbi presenti nel video di Another Brick in The Wall che dopo anni e anni si sono incontrati su facebook per discutere del fatto che non sono mai stati pagati. Sono solo voci, eh, non so neanche se sono cose vere, ma mi piaceva aggiungerle.

Per il resto, nient'altro. Dopo mesi mi sono deciso a pubblicarla e ora mi sono anche un po' divertito a fare il backstage inutile. Per il resto, vi mando al link di EFP dove l'ho pubblicata qualche giorno fa, e a quello della storiellina scema e comica del mese scorso che non so nemmeno io perché ho pubblicato.


Ah, spero vi piaccia. Dopo chilometri di testo era doveroso dirlo. 
Anche se poi non cambia niente.