lunedì 24 luglio 2017

Drifters & Katsugeki/Touken ranbu (giapponesi da libro di storia con improbabili perdite di sangue)

Drifters recensione
Tra le tante letture di quest'estate (una parte, non meritevoli di un post a parte, li trovate qui in una piccola follia estiva) mi è anche venuta voglia di mettermi a cercare un anime di genere storico. Tra una ricerca e l'altra mi sono imbattuto casualmente in due serie, che alla fine non erano neanche quello che cercavo. Si parla di Drifters e Katsugeki/Touken ranbu, la prima completa e la seconda uscita da poco, che hanno in comune, oltre che la trama, certe improbabili ed esagerate perdite di sangue. Ma sta proprio lì il bello.
Drifters recensione
Drifters è l'adattamento animato dell'omonimo manga di Kōta Hirano, già autore del famosissimo Hellsing. La serie parte con quello che volevo io, in un 1600 e con un classico combattimento con protagonista il samurai Shimazu Toyohisa, che a fine scontro resterà gravemente ferito. A quel punto, sul punto di morire, il protagonista si ritrova in un lungo tunnel, un corridoio pieno di porte, sorvegliato da un uomo con l'aspetto di un impiegato che lo manda in una di esse. Qui, c'è un mondo fantasy dei più classici, con draghi, gnomi, elfi e tutti gli elementi tipici dei Medioevi fantasy che ora vanno tantissimo di moda. E' qui che ritornano gli elementi storici, in questa grande confusione iniziale: non solo Toyohisa, ma altri personaggi storici sono finiti, a poco dalla loro morte in questo mondo in guerra.
Drifters recensione
Compaiono quindi molti reali personaggi storici, alcuni conosciutissimi anche in Occidente, alcuni no, più legati alla storia e cultura giapponese e spesso già adattati in vari media in madrepatria. Tra i personaggi "buoni", quelli che vengono chiamati appunto Drifters, oltre al protagonista (il Clan Shimazu esiste davvero), sono presenti altri importanti personaggi. Per primo Oda Nobunaga, militare giapponese del 1500 ricordato per la sua astuzia, l'utilizzo di tecnologia europea e l'acume nel campo di battaglia, e che compare frequentemente in anime/videogiochi/film in Giappone (esiste anche una figure lego dedicata a lui!), poi Nasu no Yoichi, abilissimo arciere e samurai giapponese, e altri personaggi che in questa prima stagione ancora non hanno tantissimo spazio, come Annibale, Scipione, Butch Cassidy, Sundance Kid, e Naoshi Kanno, pilota giapponese durante la seconda guerra. (mi faccio un applauso da solo per le immagini)
Drifters recensione
Oda Nobunaga
Drifters
Nasu no Yoichi
Drifters
Naoshi Kanno
Drifters
Abe no Seimei
Ammetto che però dopo i primi episodi avevo intenzione di abbandonare la serie, anche proprio per via dei primi personaggi che vengono mostrati: il trio di protagonisti principali non fa altro che urlare continuamente senza un minimo di caratterizzazione interessante. Come se non bastasse uno dei tre, Nasu no Yoichi, è anche inizialmente il classico fastidiosissimo (almeno per me) personaggio degli anime con tratti femminili. Altro fastidio viene inizialmente per alcune rivisitazioni e interpretazioni storiche, soprattutto per i personaggi nemici, i cosiddetti Ends, che hanno sacrificato la loro umanità per poteri sovrannaturali, e tutti morti in modo violenti coperti d'infamia. Solo per fare un esempio, Giovanna D'arco viene descritta quasi come folle piromane in questo mondo fantasy, in modo abbastanza squallido. Ancora, Anastasija Nikolaevna Romanova, figlia dell'ultimo imperatore di Russia Nicola II, viene descritta come una donna fredda e glaciale, anche se la Storia ci dice che era la più allegra e dispettosa tra tutte le figlie.
Drifters
Giovanna d'Arco
Drifters
Anastasija Nikolaevna Romanova
Fortunatamente, dopo la poco la serie ingrana diventando davvero piacevole. La trama accelera e il tutto diventa meno esagerato rispetto a prima (sintetizzabile in urla continue e momenti comici poco divertenti). Il trio di protagonisti viene ben approfondito, su tutti Oda, che diventa uno dei personaggi più belli della serie, se non il migliore. Diciamo che dall'episodio 5 l'ho seguito con tantissimo piacere, assistendo a scontri niente male e appassionandomi di questo mondo con un background molto interessante (viene detto, per esempio, che fu Adolf Hitler, 50 anni prima di quello che viene narrato nella serie, a creare l'Impero di questo mondo fantasy, riuscendo a catturare gli animi dei suoi abitanti). I momenti più folli e comici, utili per non rendere la serie troppo pesante trovano il loro momento più in alto in particolare nell'ottavo episodio, con la discussione geniale Italia-Giappone. E alla fine si ritrovano anche un minimo di strategie di guerra e tattiche varie, quello che cercavo inizialmente. Grazie a molti discorsi di Oda si riesce ad utilizzare anche l'elemento più interessante della serie, e all'inizio non sfruttato, ovvero i comportamenti e le dinamiche dei vari personaggi alle prese con elementi provenienti da quello che per loro è il futuro, anche nelle strategie di guerra.
Drifters recensione
Drifters recensione
Inizialmente avevo qualche dubbio riguardo la grafica e i disegni in certe scene, con i contorni neri dei personaggi troppo spessi, ma dando una sfogliata al manga ci si rende conto che l'anime è molto fedele non solo nella trama: anche alcune inquadrature sono le stesse. E, anche se le animazioni non sono il massimo, trovo l'anime comunque esteticamente migliore rispetto al manga.
Drifters recensione
Drifters recensione
La serie però si ferma di colpo nel dodicesimo episodio, dopo un crescendo affatto male che rendeva le cose sempre più interessanti, durante una battaglia importantissima lasciandoci con un grande interrogativo riguardo proprio il protagonista. Questa prima stagione si conclude con l'annuncio di una seconda, senza però una data precisa. 
Quindi tocca attendere la prossima stagione, in breve. Diamine, più passava il tempo più il capo della banda cattiva, il Re Nero, tra bastone, cappuccio, capacità di moltiplicare oggetti, rigenerazioni miracolose e chi più ne ha più ne metta, cominciava a ricordare, a tantissime persone nella community dell'anime, qualcuno...
 Katsugeki/Touken ranbu recensione
L'altro anime di cui andiamo a parlare è  Katsugeki/Touken ranbu (qui per vederlo), di cui sono per ora usciti solo tre episodi, quindi è presto per dirne molto. Ma due parole non costano niente, quindi no problem. Anche qui, dalla immagine di copertina di VVVVID sembrava il tipo anime storico che cercavo io (perché non leggo mai la trama prima di iniziare qualche serie?), invece anche qui unisce lo storico col fantasy, in una atmosfera che ricorda molto quella serie fatta con delle marionette di cui ho parlato qui (sono ancora alla ricerca degli episodi successivi sottotitolati in italiano :D).
 Katsugeki/Touken ranbu recensione
L'anime è l'adattamento di un gioco, Touken Ranbu, in cui bisogna viaggiare nel tempo affrontando diversi nemici, con combattimenti sempre automatizzati (il lavoro del giocatore sta nel gestire le risorse e far aumentare i livelli dei personaggi). La trama dell'anime può ricordare leggermente quella di Drifters: c'è questa squadra di guerrieri, provenienti da epoche diverse (ma non personaggi storici realmente esistiti) che viaggia nel tempo per cercare di fermare forze del male che vogliono alterarlo. Graficamente è stupendo, con delle animazioni fantastiche che rendono i combattimenti molto più dinamici di Drifters, ma ha un ritmo per ora molto più lento. Si tratta solo dei primi tre episodi, ma se continuerà a piacermi penso di farne un post a parte. Per ora ok, deve solo accelerare un po'. Ah, anche qui perdite di sangue fuori dal normale, ma sta proprio qui il bello.
 Katsugeki/Touken ranbu recensione
Peccato solo che nella gran parte dei combattimenti sono i buoni a vincere e i cattivi non perdono sangue, ma è passabile
Mi sa che ho finito. Dai, di solito non mi capita mai di cominciare due anime e seguirli per davvero, senza stancarmi ai primi due episodi come succede sempre (poi i motivi son sempre gli stessi). Miracolo del Re Nero? Mi sa di sì. A quanto il culto apposito?