sabato 2 settembre 2017

Detective Conan #1 (vol. 1-2)

Ed eccoci qui, finalmente, al primo episodio di una nuova grandissima rubrica! Di cosa parliamo? Di un manga che si sta dimostrando uno dei più longevi della storia del fumetto giapponese, col protagonista più odiato di sempre per la propria intelligenza. E no, non è One Piece, ma Detective Conan, manga di Gosho Aoyama che il mese scorso ha raggiunto il traguardo dei mille capitoli! Ma...Una rubrica per parlare dei più di 90 volumi italiani non è una follia? Sì che lo è,  ma è anche parecchio divertente. E se vi piace fatelo girare, che magari una follia mia diventa una follia di tante persone, e uno degli obbiettivi del blog sarà centrato in pieno. Ma sarà una rubrica seria? A spruzzi. A quanto ogni episodio? Non lo so, perché per me questo è un progetto a lungo termine che continuerò piano piano.  E sì, voi sapete cosa significa realmente "progetto a lungo termine". Sono quasi sicuro che lo abbia detto anche Aoyama alla pubblicazione del primo capitolo del manga. (sì, ho finito con le domande che mi faccio da solo come uno psicopatico)

Cosa resta della trama
Tanta roba, caspita. E in fondo ci mancherebbe altro, nei primi due volumi di un qualsiasi manga. Comunque, l'incipit della serie ormai lo conosciamo tutti, ma lo racconto lo stesso. Perché effettivamente, in questi due volumi della trama c'è quello e basta. Vediamo fin da subito il protagonista, Shinichi Kudo, lo Sherlock Holmes del nuovo millennio! (psss, l'ennesimo) che stupisce tutti copiando nel modo migliore possibile le tecniche di deduzione del famoso Detective, con la genialata della ginnasta riconosciuta solo con una stretta di mano (e uno sguardo sotto la gonna). Superato il primo caso da risolvere, fantasy senza draghi, abbiamo LA SCENA del manga. Shinichi lascia d'improvviso l'adorabile Ran (ancora con dei capelli normali, prima dello shock della perdita del fidanzatino) per indagare su uno scambio di denaro molto sospetto che vede tra due persone. Ma la curiosità uccise il gatto, e chi rompe i maroni ai cattivi paga, lo sanno tutti. Così, preso alle spalle...Shinichi diventa un bambino, dopo che, avendo visto troppo, gli hanno fatto assumere un medicinale per ucciderlo ancora mai provato sugli umani. Il ragazzo si ritrova così a fuggire dal dottor Agasa, amico e vicino di casa, che gli darà alcuni consigli. Shinichi non potrà far sapere di essere ancora vivo (in questo caso l'Organizzazione lo cercherà e ucciderà, convinto della sua morte) e dovrà aspettare di trovare un metodo per ritornare com'era prima per smascherare le attività illecite della banda (ma scusami,a te cosa te ne fregava?). Per ironia della sorte, Conan Edogawa (nome scelto per la nuova identità), andrà a vivere proprio da Ran, ignara di molte cose, per poter sfruttare il lavoro del padre, detective scarsone, per avere nuove informazioni sull'Organizzazione. E qui il plot finisce, tutto nei primi due capitoli.
Oltre a ciò, Conan si ritrova quasi ad incontrarsi con uno degli uomini in Nero durante la risoluzione di un caso che andrà a concludersi in modo molto drammatico.
Goro che imita Senbei di Dr-Slump è fantastico
Miglior caso (fantasy)
Qui decretiamo il miglior caso di questi due volumi. Casi fantascientificisenzarobot/fantasysenzadraghi, per l'esattezza. Cose improbabili ma tanto improbabili, detto semplicemente (visto che nessun giallo in questi due volumi mi ha fatto impazzire particolarmente, tolto buona parte del caso de "L'uomo Scomparso"). Comunque, io il premio lo do subito al caso "La Star insanguinata", file 07-09 del primo volume. Il caso impossibile dell'uomo che, in casa altrui, piazza un blocco di ghiaccio a terra dopo averci incastrato un coltello e poi si butta sopra di esso di schiena, da una sedia, per suicidarsi. Chi lo avrebbe mai pensato, trovando il corpo dell'ex di una diva a casa sua con un coltello ficcato dietro le spalle. Ma c'è di mezzo l'amore, oh, mica il polpettone mal digerito, e allora tutto ok.
Questa dovrebbe essere una scena di una certa pUtenza lacrimogena, ma no, con quei baffi assolutamente no. 
Miglior comparsa probabile assassina
Passiamo ora ai personaggi, o meglio dire, a tutti quei personaggi che si vedono solo in qualche capitolo come indiziati (o colpevoli), per poi non apparire mai più. E diamine, mica è facile creare centinaia di volti e nomi usa e getta, anche se sono estremamente convinto che se li andiamo a mettere a confronto son sempre gli stessi. Comunque, la comparsa probabile assassina migliore è sicuramente Yutaka Abe, il tipo che sa fare solo due facce, e una se la tiene unicamente per quando deve prendersi le mazzate. Comunque, Abe dirigendo la sua azienda a occhi chiusi (letteralmente) la manda al lastrico, e la cosa migliore da fare è (uh!) gareggiare con l'amico d'infanzia a chi riesce a vivere di più. Perché "ormai abbiamo 42 anni...Non siamo più giovani". Dopotutto, il mondo di Detective Conan è così crudele che non solo devi morire giovane, ma anche nel peggior modo possibile.
Menzione speciale per Yamagishi, che sono quasi sicuro sia Suneo, l'amico bastardone in Doraemon, cresciuto e con un taglio di capelli diversi.
E qui Gosho ci va giù pesante coi lacrimoni
Ma, per chi come me è partito prima con l'anime, che alle elementari adoravo, alcune domande pre-lettura sono inevitabili. Tipo che, Nei primi capitoli tutti i personaggi hanno le orecchie a sventola? Sì, e parecchio. Conan anche nel manga più che un bambino di otto anni è un nano da giardino che arriva a stento alle ginocchia delle altre persone? Sì, pure qui. Ma soprattutto,
pure nel manga ogni volta che ai personaggi arriva l'illuminazione divina/finisce il capitolo/vedono il morto c'è il fulmine nello sfondo e il fermo immagine? Triplo sì. Solo che le musiche di Katsuo Ōno te le devi far partire tu durante la lettura, oppure perdi metà della goduria. Quindi anime 1-manga 0? No, ma salvare  questa playlist è d'obbligo.
Ah, per finire, il totonero. Perché tutti ci chiediamo chi sia questo questo fantomatico capo dell'Organizzazione degli uomini in nero, e sappiamo che può essere perfino una comparsa. Io punto tutto sul tipo che sa fare un unica faccia che ho già premiato prima. Oh, poi magari è il professor Agasa, ma così sarebbe molto più figo.
"Silenzio". La miglior onomatopea di sempre.
Per concludere con un minimo di serietà, Gosho Aoyama fa iniziare in questi due volumi un grande manga. Dopo un inizio scoppiettante e una grande domanda che manderà avanti tutta la serie, crea un raccoglitore di storie gialle dove la fantasia la fa da padrone (magari anche troppo, certe volte). Che sia proprio questo fatto di essere "un raccoglitore", come una rivista di storie gialle, a non piacere a tantissime persone è verissimo, ma anche naturale. Probabilmente perché in fondo tutti vogliamo sapere come potrà mai finire questa lunghissima storia. Probabilmente pure Gosho Aoyama.
Dov'è il corno? 
E con questo, credo di aver detto quasi tutto su questi primi due volumi. Prossimi episodi mi sa che tocca farli con blocchi più grandi, oppure davvero non finisco più. Ma vabbeh, lasciamo questo problema al Delux del domani, che è sempre la cosa migliore. Nel frattempo e nell'attesa iscrivetevi ai Comunellisti, il gruppo d'élite aperto a cani e porci, e per l'occasione anche a aspiranti Sherlock Holmes del nuovo millennio. Visto che ci siete, un click e siete anche nel canale telegram, così per il (di)spiacere di una notifica in più. Se vi è piaciuto fate girare e spammate agli amici, il progetto della ragazza nordeuropea dovreste saperlo oramai, e, per concludere il giro della perfezione, per dire cosa ne pensate voi dell'inizio di questo famosissimo manga basta un commentino qui sotto. Un bel salutone e alla prossima, con altre cose sceme e perdite di tempo di alto livello!
In fondo facciamo esattamente così quando cerchiamo di indovinare il colpevole prima del nanerottolo